Note a cura dello storico e critico d'arte Maria Palladino. (Venice Art Gallery dal 18 settembre al 02 ottobre, introduzione Prof. Grasso).
 

"Pablo T, pittore, scrittore, poeta, inizia il suo percorso artistico nello stile del Realismo e Naturalismo, per poi dedicarsi ad una sperimentazione che coinvolge e mescola fra loro il Cubismo alla Pop Art, con un pizzico di Metafisica, l’Espressionismo Astratto e l’Astrattismo tout court. Con uno sguardo particolare alla musica, seguendo i dettami dei principali teorici del colore quali Kandinskji, Goethe, Itten: un determinato colore ha un tono, un timbro, una forma, si riferisce ad una precisa sfumatura emotiva e può essere associato a una specifica nota musicale. L’artista sviluppa una sua particolare versione del Cubismo, che sembra ripercorrere le fisionomie e gli oggetti ricreandoli a partire dalla linea di contorno: questa non ha spigoli, e non si spezza, ma pare fluire incessantemente, come a delineare tutta la superficie del supporto, definendo in toto la sagoma dell’oggetto. Possiamo quasi seguirla passo passo nel suo percorso, avendone l’impressione di un filo che si srotola davanti ai nostri occhi, al fine di una migliore comprensione dell’essenza delle cose. Si tratta infatti di un Cubismo introspettivo, che adopera sagome che sono degli archetipi dei concetti e dei sentimenti rappresentati – per questo il riferimento alla Pop Art – ma non vere e proprie icone, in quanto non rimandano a personaggi reali. Si tratta di icone fantastiche, ovvero: ciò che viene espresso, l’immagine evocata, diviene raffigurazione dì sé, al di là dello spazio e del tempo. Per questo l’ambientazione assume contorni indefiniti, tinte uniche, oppure diventa un pattern di colori indistinto in cui lo sguardo si smarrisce. Così facendo, l’artista coniuga la sua passione per il figurativo alle stratificazioni espressioniste, le campiture piatte e pressoché geometriche al sovrapporsi e mescolarsi delle tinte, in un gesto ossessivo e impulsivo che le moltiplica e le annulla.

Abbiamo di fronte una pittura gestuale nei due sensi opposti di spontaneità e misura: nel filone più prettamente espressionista il contorno viene meno, la forma è assente quasi del tutto, le paste cromatiche si fanno solide e corpose, spesso materiche, accorpando sostanze diverse quali vernici spray, smalti, colore acrilico, la cui sovrapposizione genera giochi di luci e ombre. In questo mescolamento talora il colore stesso si perde e ci troviamo davanti una tonalità indistinta, neutra, con sfumature di grigi e marroni, che ci riporta ad un certo esistenzialismo espressionista post-seconda guerra; in quest’atmosfera la nostra attenzione si smarrisce, non incontrando però un clima di desolazione, ma al contrario una calda atmosfera familiare, come di ricordi vissuti."

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“Psichamore” è un ritratto dell’Amore abusante, dove la donna è sopraffatta fisicamente e psico logicamente, e disperde le sue fattezze in quelle del suo aguzzino, metamorfosi in cui i due corpi sono curiosamente entrambi dissezionati e quasi irriconoscibili, se non fosse per la cucitura, fra il cappello di lui e i capelli di lei."
Opera unica su tela, 65x90, anno 2021.

"Amore & Psiche ora” ci offre una visione dell’Amore primordiale inteso quale incontro-scontro di passione e ragione, in un avvilupparsi e fondersi dei due corpi, caratterizzati da pennellate fluide e distinte, nei toni dell’ocra e del marrone. Sopra e fra di essi si inseriscono riquadri geometrici bruni, rossi e blu, a testimoniare che le spigolosità sono inevitabili da affrontare in un’unione di elementi così nettamente differenti"
Opera unica su tela, 65x90, anno 2021.

 

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Maria Palladino, curatrice di eventi artistici e critico d’arte, si occupa dell’organizzazione di mostre d’arte contemporanea, dal progetto espositivo all’allestimento, presentazione, comunicazione e ufficio stampa dal 2003, operando con associazioni artistiche e nel contesto di gallerie e spazi istituzionali a Padova, dove risiede attualmente, e in tutta Italia. Quale curatrice della Fondazione Arte Contemporanea – presidente lo storico, critico d’arte e curatore Giorgio Grasso – contribuisce alla realizzazione di numerosi eventi nel territorio Italiano, nel contesto di prestigiose manifestazioni culturali come la Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. In collaborazione con lo storico, critico d’arte e curatore Giancarlo Bonomo dà vita a eventi artistici in spazi espositivi privati e pubblici nazionali. La passione per la scrittura costituisce una naturale inclinazione e una componente sostanziale del suo lavoro.‚Äč

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